Cere vegetali per uso cosmetico

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Le cere vegetali  sono un ingrediente naturale che viene utilizzato per la produzione di cosmetici e prodotti per lucidare pavimenti, mobili e calzature in pelle.

Queste cere vengono estratte dai fiori o da altre parti delle  piante e in base alle loro caratteristiche specifiche vengono utilizzate nella produzione di rossetti, creme, burri idratanti etc.

Nell’industria le cere vegetali possono essere utilizzate associate o in alternativa alla più conosciuta cera d’api ed in generale vengono aggiunte ai vari prodotti per dargli una maggiore consistenza ed aumentarne il potere filmogeno.

Come tutte le cere, anche quelle vegetali sono solubili in oli e burri vegetali e non nell’acqua, quindi vanno aggiunte alla fase oleosa della preparazione cosmetica che si intende realizzare.

Vediamo ora le caratteristiche specifiche di cera di riso e di soia e della Stearina.

CERA DI RISO 

La cera di riso si presenta con un colore leggermente ambrato e  si ricava dalla lavorazione della crusca dei chicchi di riso,  che è il tegumento esterno che avvolge il seme.

La cera di riso è ricca di proprietà lenitive ed emollienti e ha un punto di fusione di circa 80°C.

Nell’industria cosmetica viene utilizzata prevalentemente nella produzione di creme, balsami, gloss e burri idratanti per il corpo perché grazie alle sue proprietà ammorbidenti, riduce il micro-rilievo e la rugosità della superficie cutanea. Inoltre, favorisce la protezione contro i fattori ambientali e mantiene la pelle in condizioni ottimali.

STEARINA VEGETALE 

La stearina vegetale, che viene anche commercializzata con il nome di acido stearico, è una miscela di acido stearico e acido palmitico ed ha una consistenza cerosa. 

Si presenta in scaglie cerose dal forte odore caratteristico, che fondono a circa 69°. 

Nell’industria cosmetica viene aggiunto alle formulazioni e alle emulsioni per migliorare la viscosità e la scorrevolezza  del prodotto senza appesantirlo.

La sua consistenza cerosa permette di rendere più asciutta la texture delle creme e dei preparati ad alta percentuale di fase oleosa, mentre funge da indurente in stick e saponi. 

CERA DI SOIA

Questa cera vegetale si ottiene per idrogenazione dell’olio di soia e si differenzia dalle altre cere per la consistenza molto morbida e cremosa e per il punto di fusione che si aggira intorno ai 40- 60°C. 

La cera è un prodotto naturale e  puro al 100%, ricca di vitamine e minerali (nutriente per le superfici cutanee trattate),  con  proprietà idratanti ed emollienti (rende la pelle morbida e le superfici cutanee setose) e proprietà filmogene (crea un velo sulla superficie che protegge la pelle dalle aggressioni esterne).

Per richiedere maggiori informazioni sulle nostre cere vegetali o per un ordinativi, contattate il nostro ufficio commerciale.

Proteine vegetali : pisello, riso, lenticchia, fava, fagiolo marchio distribuito in Esclusiva ISHAAN

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Fondamentali per il fabbisogno nutrizionale giornaliero, le proteine vegetali giocano un ruolo chiave nell’alimentazione e si possono trovare in numerosi alimenti così come negli integratori. Sia per sopperire all’apporto di proteine in una dieta vegetariana o in una dieta vegana, ma anche per complementare altri tipi di diete carenti di fonti di proteine animali quali quelle derivate da carne e pesce.

Quali sono le proteine vegetali 

Le proteine cosiddette “vegetali” perché presenti principalmente nelle verdure, sono formate da sequenze di aminoacidi e si trovano in quantità diverse negli alimenti quali legumi, cereali, frutta e verdura. Ognuno di questi ha un contenuto proteico differente e anche il grado di digeribilità è diverso tra loro. In ogni caso, gli aminoacidi essenziali per il fabbisogno giornaliero del nostro corpo sono: lisina, leucina, triptofano, isoleucina, treonina, metionina, fenilalanina, valina e istidina. 

Alimenti vegetali ricchi di proteine

Oltre ai legumi, noti per essere un alimento ricco di proteine di origine vegetale al riso e alle altre verdure quali funghi, cavolfiori, broccoli e mais, non dobbiamo dimenticare i cereali, la frutta secca e i semi oleosi. Nello specifico, per fare un elenco più dettagliato di alimenti vegetali ad alto contenuto di proteine, possiamo considerare i seguenti:

  • Fagioli
  • Fave
  • Lenticchie
  • Piselli 
  • Ceci
  • Soia
  • Lupini
  • Arachidi 
  • Mandorle 
  • Pinoli
  • Riso
  • Avena
  • Semi di zucca

Integratori

Le proteine vegetali si possono assumere sotto forma di integratori alimentari per sopperire al fabbisogno dell’organismo. Di fatto, in base all’età, all’esercizio fisico, alla dieta alimentare e talvolta anche per motivi medici, spesso è necessario assumere un quantitativo maggiore di proteine tenendo conto anche della digeribilità degli alimenti e della capacità di assimilazione del nostro corpo. Ogni alimento però ha un apporto proteico differente così come diversa è la qualità delle proteine.

Proteine piselli

Le proteine contenute nei piselli, ad esempio, sono impiegate per realizzare integratori alimentari in quanto vengono facilmente assorbite dall’organismo garantendo un alto grado di digeribilità. Questa proteina viene estratta dai piselli gialli e viene comunemente commercializzata sotto forma di polvere come materia prima di integratori proteici

NSW Toscana Trading fornisce proteine vegetali con marchio in esclusiva ISHAAN. Per maggiori informazioni su materie prime per proteine alimenti e integratori, contattaci!

Cera carnauba Agrocera: qualità e sostenibilità si incontrano.

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La cera carnauba Agrocera è un prodotto che viene lavorato in due moderni stabilimenti che  rispettano severi standard internazionali di qualità e sicurezza ed è certificata ISO 22000:2018, KOSHER e HALAL.

Vediamo ora di scoprire insieme dove viene raccolta e lavorata  la cera carnauba, la sua importanza nell’ecosistema e la mission di Agrocera.

Cera carnauba Agrocera: da dove arriva?

La cera carnauba si ricava dalle foglie della Copernicana Prunifera, che è anche chiamata Palma Carnauba, una pianta originaria del Brasile nord orientale.

La cera Agrocera viene ricavata dalla specie endemica della Caatinga, un bioma brasiliano esclusivo a nord- est del Brasile, e cresce lungo fiumi e torrenti con una notevole influenza ecologica sull’ambiente, oltre che economica e culturale.

La palma, infatti, contribuisce a limitare l’erosione del suolo sulle rive, alimenta molti animali (uccelli, pappagalli animali selvatici, etc) ed è fondamentale per sostenere i processi di migrazione e il bilanciamento dell’ecosistema.

Agrocera: responsabilità sociale e ambientale. 

Agrocera è un’azienda in rapida crescita nelle produzione e commercializzazione di cera carnauba in tutto il mondo  che si contraddistingue per una politica aziendale che sostiene lo sviluppo di progetti sociali, nelle comunità cui la carnauba è la principale fonte di reddito, rispetta l’ambiente e attua processi di produzione a basso impatto di inquinamento.

Grazie a questa politica di sostenibilità è diventata un membro attivo  dell’Union for Ethical Bio Trade, un’associazione internazionale senza scopo di lucro, che garantisce la gestione sostenibile e la salvaguardia della biodiversità nella coltivazione, nella raccolta e nella lavorazione.

In altre parole, con la certificazione UEBT si ha la garanzia che la cera Agrocera viene prodotta nel rispetto delle persone e delle biodiversità.

NSW Toscana Trading: distributore esclusivo Agrocera

La collaborazione esclusiva di NSW Toscana Trading con Agrocera si inserisce perfettamente nella filosofia e strategia gestionale della nostra azienda che da sempre opera esclusivamente nel settore delle risorse naturali e rinnovabili.

La cera carnauba Agrocera si presta a molteplici utilizzi: prodotti cosmetici, farmaceutici, alimentari e cere per lucidare scarpe, automobili e mobili.

Per ricevere maggiori informazioni sulla cera carnauba Agrocera o per ordini, non esitate a contattare il nostro ufficio commerciale che è a vostra completa disposizione.

Cera Carnauba: a cosa serve e dove si compra

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Mai sentito parlare della cera di Carnauba? Valido sostituto nonché additivo alle cere di origine animale, si tratta di una materia prima di prim’ordine impiegata in molteplici ambiti: una cera vegetale che si ricava dalle foglie e i germogli delle palme sudamericane, particolarmente apprezzata nella cosmesi per le sue ricche proprietà. Scopriamo nello specifico i vari campi di applicazione della Cera Carnauba e dove possiamo acquistarla.

Cera Carnauba a cosa serve

Come anticipato, la cera di Carnauba è un estratto naturale che vanta una serie di proprietà che la rendono particolarmente adatta alla realizzazione di cosmetici, creme e altri prodotti chimici di vario tipo che vedremo anche in seguito. Caratterizzata da un punto di fusione oltre gli 80°C, tra le principali caratteristiche di questo ingrediente possiamo evidenziare:

  • Proprietà emollienti
  • Proprietà idrorepellenti
  • Proprietà lucidanti
  • Proprietà addensanti
  • Proprietà solidificanti
  • Proprietà conservanti

Campi di applicazione

Questo ingrediente dalle mille risorse trova applicazione in svariati settori. Il principale è sicuramente quello della cosmetica, ma anche in ambito alimentare e nel campo farmaceutico. Viene impiegata sia nelle cere per lucidare automobili che nel lucido per scarpe o, infine, per lucidare pavimenti e mobili. In uso alimentare viene adoperata come addensante e agente di rivestimento, mentre nel campo farmaceutico per rivestire compresse o come integratore.

Cera Carnauba e cosmesi

Grazie alle sue qualità addensanti e lucidanti, questa cera di origine naturale viene ampiamente utilizzata per la produzione di rossetti e lucidalabbra, ma anche altri tipi di cosmetici come mascara, eyeliner, fondotinta e ombretti, creme protettive per la pelle e deodoranti. Inoltre la troviamo nei prodotti per capelli e, non ultimo, come ingrediente nella preparazione di saponi solidi

Cera Carnauba fai da te

Prodotto green per eccellenza, la cera di Carnauba trova la sua utilità anche nel campo dell’industria edilizia e del restauro, ma non solo. Troviamo questa cera ecologica anche nell’ambito della produzione di candele e pastelli colorati. In definitiva, questo estratto delle palme da cera è particolarmente duttile ed adatto alla produzione di oggetti e per piccoli e grandi lavori del settore artigianale.

Cera Carnauba dove si compra

Da NSW Toscana Trading puoi trovare materie prime, cere e resine di varie tipologie per la cosmetica e il settore industriale. Per maggiori informazioni, contattaci

MAKING COSMETICS 2021

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Cere naturali utilizzi come addensanti

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Le cere naturali vengono utilizzate dalle  industrie dei cosmetici e dei prodotti per la cura della persona, come addensanti perché hanno delle caratteristiche fisiche e chimiche  specifiche che le rendono particolarmente idonee a questo utilizzo.

Le cere da un punto di vista chimico sono costituite da esteri di acidi, da  acidi carbossilici e alcoli a lunga catena, elementi che le rendono insolubili sia in acqua che nei solventi polari.

Da un punto di vista fisico, invece, sono meno untuose e più dure rispetto ai grassi e molto resistenti all’umidità,  all’ossidazione e alla degradazione microbica. 

Tutte queste caratteristiche contribuiscono a conferire  stabilità ai prodotti cosmetici migliorandone la viscosità e la consistenza. 

Vediamo ora di capire insieme le peculiarità di ciascuna cera e i principali impieghi nell’industria.

Principali cere naturali e loro utilizzo nella cosmetica

La cera vergine, conosciuta anche come cera d’api, è il principale componente utilizzato dalle api per la costruzione dei favi nelle arnie. E’ morbida al tatto ed è costituita da tantissimi composti chimici come: gli alcani, gli acidi carbossilici, gli esteri, i poliesteri e gli idrossi palmitati.

Molteplici gli usi della cera vergine nell’industria, ma un particolare impiego è quello da parte dell’industria dei cosmetici come addensante, emolliente ed emulsionante.

I principali prodotti che la contengono sono: pomate, unguenti e creme, lozioni e balsami, rossetti, mascara e ombretti.

La cera di riso, di origine vegetale, si ottiene dalla lavorazione della crusca dei chicchi di riso. Grazie alla sua particolare viscosità viene utilizzata come addensante nei prodotti cosmetici. Ha inoltre proprietà lenitive ed idratanti ed è quindi ottima per la composizione di creme per il corpo, burri per le labbra  e rossetti.

La cera di carnauba è un cera di origine vegetale pregiata  che si ricava dalle foglie della  Copernicia prunifera, una palma che quando vegeta ha sulle foglie chiuse un sottile strato di cera.

La cera di carnauba contiene principalmente esteri di acidi grassi, alcoli  a lunga catena, acidi e idrocarburi ed ha una temperatura di fusione di 87°, questo la rende ideale per la produzione di stick solidi come i rossetti.

La cera candelilla si ricava dalle foglie dell’Euphorbia antisyphiliticaarbusto che cresce in zone desertiche e che per proteggersi dalle difficili condizioni ambientali secerne uno strato spesso di cera protettiva.

La candelilla contiene principalmente idrocarburi, esteri a lunga catena, acidi e resine triterpeniche ed ha un punto di fusione elevato di circa 67°C 

Molto utilizzata nel settore beauty in particolare per la preparazione di rossetti e balsami per capelli, ma anche nelle emulsioni protettive e nelle matite per le labbra.

Scopri la selezione di cere naturali nel nostro catalogo e contattaci per qualsiasi richiesta.

Gommalacca: preparazione e usi industriali

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Nota sin dall’antichità per le sue proprietà coloranti, protettive e leganti, la gommalacca viene impiegata ad oggi in molteplici campi, dal settore industriale a quello artigianale, ma anche in ambito alimentare e farmaceutico. Derivato naturale e biologico, la gommalacca viene preparata ed utilizzata talvolta anche come additivo alimentare. Scopriamo insieme i principali usi industriali e le tecniche di preparazione di questa resina organica dalle mille risorse.

A cosa serve la gommalacca?

Come accennato, si tratta di un materiale duttile capace di rivestire superfici ed alimenti creando uno scudo protettivo, molte volte utilizzato anche come collante o semplicemente per dare lucidità. Le sue proprietà sigillanti infine la rendono particolarmente adatta per lavori di manutenzione e restauri. Essendo commestibile viene adoperata in ambito farmaceutico come rivestimento di pillole e come glassa o colorante alimentare nel settore dolciario.

Uso della gommalacca nell’industria moderna

Oltre a quello della produzione di oggetti in quanto materia prima, i principali campi di applicazione odierni del settore industriale sono svariati:

  • Lucidatura
  • Rivestimenti
  • Rifiniture
  • Lacche e vernici
  • Confezioni
  • Cere sigillanti
  • Additivi alimentari

Preparazione gommalacca

La gommalacca si presenta sotto forma di scaglie dal colore dorato chiaro trasparente. Per essere utilizzata viene solitamente diluita o sciolta attraverso un processo chimico utilizzando solventi quali ad esempio alcool, metanolo o talvolta acetone. È sufficiente lasciare agire la miscela in un contenitore chiuso per il tempo necessario. A fine processo il tutto viene filtrato adeguatamente.

Gommalacca uso e modalità di applicazione

I principali metodi di applicazione di questo preparato possono essere a pennello, a tampone o a spruzzo. In particolare quando parliamo di additivi naturali, la gommalacca viene spesso scelta ed adoperata da appassionati ed esperti per le sue caratteristiche di bassa tossicità e facilità di applicazione e rimozione. Nelle varie industrie esistono diversi macchinari utilizzati ad hoc per applicare il composto a seconda dello scopo di utilizzo: sigillatura, verniciatura, rivestimento ecc.

La NSW Toscana Trading è specializzata da oltre vent’anni nella distribuzione e vendita di ingredienti ed additivi per le industrie alimentaricosmetiche e farmaceutiche, così come per i settori dell’edilizia ed artigianale.

Contattaci per maggiori informazioni oppure visita il nostro sito!

L’acido tartarico: usi nei principali settori industriali

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Cos’è l’acido tartarico e a cosa serve

Presente in natura in una buona percentuale di piante (principalmente nell’uva e nel tamarindo) l’acido tartarico è un acido organico diprotico, cristallino e bianco. La sua formula chimica è C4H6O6 e il suo impiego si estende a un ampio spettro di settori industriali. In questo breve articolo entreremo proprio nel merito dell’acido tartarico, dei suoi usi e delle sue funzioni all’interno delle fasi produttive. Il nostro staff rimane a completa disposizione per maggiori dettagli sui prezzi di mercato e sulla fornitura. Per maggiori dettagli e per procedere con l’acquisto, non esitare a contattare la nostra sede.

I settori in cui viene comunemente impiegato l’acido tartarico

Settore alimentare

Come già accennato nell’introduzione, l’acido tartarico è presente in natura. Alcuni alimenti come la frutta sono, dunque, la prima fonte da cui viene ricavato il materiale. Ciò basta a dedurre che si tratta di una molecola perfettamente commestibile e che, quindi, può essere utilizzata nell’industria alimentare. La stessa Unione Europea ne consente l’impiego senza restrizioni ed è stato calcolato che la sua tossicità diventa letale solo quando assunto in quantità superiori a 7,5 grammi per chilo nell’essere umano. Grazie al sapore acidulo, l’acido tartarico viene aggiunto a caramelle, marmellate e succhi di frutta. Inoltre, è utilizzato come antiossidante ed emulsionante nella preparazione di pane e lieviti.

Settore enologico

Altro settore d’impiego dell’acido tartarico è quello enologico. Anche in questo caso, il prodotto viene usato per conferire acidità, equilibrare i sapori e aumentare la longevità della bottiglia. Per la precisione, l’aggiunta di acido tartarico è pensata per riequilibrare i cristalli di bitartrato di potassio che si formano sempre durante il processo di produzione dei bianchi e dei rosati (solo raramente nei rossi). La correzione deve, però, essere eseguita in modo tale che i tartari non si formino all’interno della bottiglia. In questo caso, infatti, il vino perderebbe di acidità e freschezza.

L’acido tartarico e le altre applicazioni industriali

Oltre che nel comparto enogastronomico, l’acido tartarico trova impiego in farmaceutica, nell’industria chimica e in agricoltura. In quest’ultimo paragrafo offriamo una panoramica degli usi.

  • Impiego in agricoltura: la molecola è in grado di chelare ioni metallici come calcio e magnesio. Per questa ragione, l’acido tartarico è utilizzato come fertilizzante del suolo.
  • Impiego nell’industria chimica: l’acido tartarico è alla base di prodotti pensati per la pulizia dei metalli come alluminio, rame, ferro e leghe varie. Inoltre, garantisce prestazioni eccellenti quando si tratta di ritardare l’indurimento del gesso.
  • Impiego in farmacologia: quando miscelato al bicarbonato di sodio, l’acido tartarico ha proprietà effervescenti e digestive. Altrettanto importante è il suo contributo per aumentare la solubilità. Viene inoltre complessato ad altri attivi come veicolo per aumentare la solubilità e la biodisponibilità del medicinale.
  • Impiego nell’industria cosmetica: l’acido tartarico è utilizzato per la formulazione di prodotti schiarenti, antimacchia, nel trattamento di discromie e melasma. Dalla cura dell’acne fino alla riduzione dei segni del tempo e delle rughe, i prodotti offrono risultati eccellenti.

 

Per maggiori dettagli sull’acido tartarico e sui suoi usi, non esitare a contattare il nostro staff

Acido tartarico nel vino: cos’è e a che cosa serve nella produzione vinicola

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Acido tartarico dove comprarlo e cosa farne

L’acido tartarico nel vino è un elemento che migliora in modo consistente le proprietà organolettiche del prodotto e, al tempo stesso, ha un impatto positivo sulla sua genuinità. Questo componente si trova direttamente in alcuni frutti come l’uva e il tamarindo; viene largamente impiegato nell’industria cosmetica tanto quanto in quella vinicola. Le caratteristiche per le quali trova applicazione sono la riduzione degli ossidi e la capacità di esfoliare la pelle. Dalle creme peeling fino al processo di vinificazione, ci occupiamo della fornitura del prodotto per un ampio spettro di aziende fuori e dentro i confini nazionali. Di seguito, entriamo nel dettaglio dell’utilizzo di questa molecola nel settore enologico. Per maggiori dettagli sul servizio di fornitura, non esitare a metterti in contatto con il nostro staff.

La qualità del vino e l’utilizzo dell’acido tartarico nell’industria vinicola

Acido tartarico nel vino a cosa serve

Come chiarisce il nome stesso, l’acido tartarico serve a regolare l’acidità del vino. Abbiamo accennato nell’introduzione che questo elemento è già presente nell’uva. Tuttavia, a seconda della qualità, delle annate e di altri fattori legati al processo produttivo, la sua quantità può variare e può non essere sufficiente per le esigenze della cantina. La molecola, infatti, svolge una buona azione in termini di protezione e perfezionamento delle bottiglie. Dunque, questo additivo naturale ha buon mercato in tutto il mondo.

L’importanza del tasso di acidità del vino

Regolare il tasso di acidità di un vino comporta una serie di vantaggi come di seguito elencati.

  • L’acido tartarico crea una barriera che impedisce ai batteri di proliferare nella bevanda. È particolarmente funzionale per limitare i microrganismi che tendono a formarsi durante la fermentazione malolattica.
  • La molecola impatta in modo notevole anche sul sapore conferendo alla bottiglia maggiore acidità.
  • In generale, gli additivi migliorano l’aroma e hanno un potere colorante non trascurabile. In alcuni casi, per limitare quest’aspetto, è necessario ricorrere alla chiarificazione.

Acido tartarico nel vino: dosi consigliate

Chiaramente, l’aggiunta di acido tartarico deve essere ponderata. Il suo utilizzo scorretto può avere conseguenze non trascurabili: il vino può diventare troppo acido o scuro; l’assunzione eccessiva può portare all’intossicazione; è possibile che si formino dei cristalli (tartari) sul fondo o sul tappo che segnalano la scarsa qualità della bottiglia. Dunque, è raccomandato utilizzare l’additivo nelle dosi consigliate. Nello specifico, il grado di acidità di un mosto dovrebbe andare da 0,5 a 1,5 grammi al litro; mentre, quello del vino può oscillare fra 0,5 e 2,5.

Acido tartarico dove si compra e quanto costa

Grazie allo sviluppo delle tecnologie informatiche, oggi è molto più semplice reperire materiali e risorse naturali provenienti da tutto il mondo. Da anni, abbiamo costruito una rete di fornitori su scala globale che ci permette di reperire queste materie prime in tempi rapidi e di provvedere alla consegna direttamente a domicilio. Tutti questi discorsi valgono, ovviamente, anche per l’acido tartarico. Generalmente un sacco da 25 Kg si aggira intorno ai 130 euro, ma i prezzi online possono variare in modo considerevole, specialmente per confezioni ridotte. In ogni caso, il nostro staff rimane a completa disposizione per un preventivo dettagliato.

 

Per informazioni sull’utilizzo dell’acido tartarico nel vino, non esitare a contattarci

Acido ascorbico proprietà

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L’acido ascorbico, o vitamina C, è un nutriente essenziale per il nostro organismo che, non potendo essere sintetizzato dall’organismo, deve essere assunto con la dieta o tramite integratori. Scopriamo tutto sull’acido ascorbicoproprietà e quantità raccomandate.

Acido ascorbicoproprietà e benefici

Acido ascorbico: le proprietà sono davvero molteplici. Questo acido è noto per avere un forte potere antiossidante: grazie alla sua capacità di combattere i radicali liberi, protegge le cellule dallo stress ossidativo.

Innalza le difese del sistema immunitario e riduce stanchezza e fatica, tanto che la vitamina C è inserita dall’OMS nell’elenco dei medicinali essenziali. Tra le azioni immunostimolanti: 

  • stimola la produzione di interferoni (che servono a proteggere le cellule in caso di infezioni virali) 
  • stimola la sintesi degli anticorpi IgG e IgM
  • stimola la produzione dei neutrofili

La vitamina C, inoltre, interviene in molte reazioni metaboliche come: 

  • l’attivazione dell’acido folico
  • la sintesi di alcuni neurotrasmettitori
  • la biosintesi del collagene 
  • l’assorbimento intestinale del ferro

Questa vitamina riduce, infine, l’assorbimento del rame e la tossicità di alcuni minerali.   

Cos’è l’acido ascorbico

Ma cos’è esattamente l’acido ascorbico? Si tratta di una vitamina idrosolubile che, come dicevamo all’inizio, deve essere introdotta tramite la dieta. Non potendo essere accumulata nell’organismo va assunta regolarmente consumando alimenti ricchi di vitamina C o utilizzando integratori. 

L’acido ascorbico fa male?

L’acido ascorbico non fa male, ma un sovradosaggio di vitamina C può avere effetti negativi sull’organismo, soprattutto a livello renale, favorendo la formazione di calcoli, e può anche provocare un’overdose di ferro.

Per evitare questa evenienza è opportuno rispettare il fabbisogno giornaliero, che non deve superare i 60 mg al giorno secondo il LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia).

La carenza di vitamina C, invece, si manifesta con lo scorbuto, una patologia caratterizzata da anemia, inappetenza, emorragie gengivali e sottocutanee, dolori muscolari e perdita della dentatura.

Vitamina C: integratori NSW

Vitamina Calimenti o integratori? Fermo restando che la vitamina C può essere assunta attraverso l’alimentazione consumando arance, kiwi, lattuga ecc., gli integratori garantiscono un’assunzione regolare, controllata e calibrata di questa vitamina. 

L’acido ascorbico puro, inoltre, rappresenta la forma più concentrata di vitamina C: a 1 g di acido ascorbico corrisponde 1 g di vitamina C. Ecco perché utilizzare acido ascorbico, come quello di NSW Toscana Trading, garantisce il giusto apporto di questo nutriente fondamentale.

Contattaci subito per ricevere maggiori informazioni!